Coronavirus: cosa fa il mondo della moda

Da Armani alla Ferragni, da Benetton a Etro: corsa alla solidarietà dai big del fashion

Coronavirus: cosa fa il mondo della moda

Un milione di euro e 250 mila euro stanziati da Giorgio Armani per gli Ospedali San Raffaele, Sacco, Spallanzani e Istituto dei Tumori, e per finanziare la Protezione Civile.È stato proprio lui, Re Giorgio, a dare il via alla corsa alla solidarietà del mondo fashion che negli ultimi giorni si sta dando da fare per sostenere il lavoro di volontari, sanitari e altre categorie, particolarmente a rischio nell’ambito dell’emergenza Coronavirus.

Brand e stilisti che si stanno mobilitando per supportare la ricerca e il sistema sanitario: «Quello che sta succedendo ci deve aprire gli occhi sul fatto di rallentare», ha dichiarato Armani in un’intervista al Corriere della Sera poco prima dell’importante donazione benefica e della chiusura di tutti i suoi punti vendita, ristoranti e hotel.Una lettera commovente piena di ringraziamenti a chi combatte in prima linea contro il Coronavirus: a firmarla è stato Giorgio Armani che, attraverso le pagine dei maggiori quotidiani nazionali e locali, ha pubblicato una missiva per esprimere la sua solidarietà e ammirazione per il personale sanitario.«È commovente vedervi impegnati nel vostro lavoro con le difficoltà e i grandi sforzi che oramai tutto il mondo conosce. E soprattutto vedervi piangere. Credo che questo sentimento si colleghi al mio desiderio di intraprendere la carriera di medico quando ero giovane e cercavo una mia strada».

Ma questa corsa alla solidarietà nella moda vede oggi molti brand chiusi a livello produttivo e il settore moda in Italia risulta, secondo gli analisti, uno dei più colpiti dall’emergenza Covid-19: un sistema che nel 2019 valeva oltre 90 miliardi di euro, in rialzo dello 0,8%, mentre all’inizio di febbraio 2020, con il Coronavirus in Cina e altri paesi asiatici, la Camera della moda proiettava perdite pari all’1,8%. Un mese dopo, la conta dei danni risulta decisamente più pesante.Ma il settore trova in alcuni dei suoi più importanti protagonisti la fonte per una rinascita che parte proprio dalla solidarietà al sistema sanitario e alla ricerca. Da Armani, appunto, al crowdfunding per aumentare il reparto di Terapia Intensiva del San Raffaele di Milano lanciata dai Ferragnez, fino a Dolce&Gabbana che ha finanziato un progetto di ricerca sviluppato da Humanitas University in collaborazione con i virologi dello stesso Ospedale e Manila Grace che aiuterà la ricerca contro il virus con #LOSTILENONSIFERMA, progetto che consiste nel devolvere l’importo di 5 euro per ogni vendita anche online avvenuta nel mese di marzo al Dipartimento di Malattie Infettive dell’ASST FBF Sacco. E ancora Etro che ha fatto una donazione al laboratorio di virologia del Sacco con una serie di influencer e celebrity in una campagna virtuale, complice la maglietta “Milano never stops” e Benetton che ha deciso di donare tre milioni di euro per sostenere i progetti e le necessità urgenti di quattro Istituti ospedalieri.

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